ef – A tale of Melodies: una melodia di sentimenti

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Nello scorso articolo abbiamo trattato di ef – A tale of Memories, un cartone animato giapponese del 2007 di 12 episodi. Oggi tratteremo della seconda stagione di questo anime: ef – A tale of Melodies, anch’esso di 12 episodi.
ef – A tale of Melodies è un anime del 2008 prodotto dallo studio Shaft, anch’esso tratto dalla visual novel di minori Ef: A Fairy Tale of the Two.

ef – A tale of Melodies è un vero e proprio miscuglio di emozioni.
Molto più matura della prima, questa seconda stagione riesce a insegnare davvero qualcosa.
Insegna a non arrendersi mai di fronte alle avversità; come i miracoli non avvengono se non combatti per il tuo sogno; come la felicità non è qualcosa che arriva da un momento all’altro, ma va guadagnata.

Vengono raccontate due storie in questa stagione.
La prima avviene anni prima gli avvenimenti della prima stagione, e vede come protagonista uno Yuu Himura adolecente, che dopo anni incontra un’amica di infanzia dell’orfanotrofio, Yuuko Amamiya.
La seconda avviene qualche mese dopo gli avvenimenti della prima stagione, e vede come protagonista Mizuki Hayama, che in vacanza dal cugino Renji in Australia. Qui fa conoscenza con Kuze Shuuichi, un violinista, e se ne innamora.

La trama è ottima, in certi punti davvero triste e cruda. I personaggi sono caratterizzati benissimo e hanno un’evoluzione straordinaria. La colonna sonora è bellissima come nella prima stagione, adattandosi perfettamente alle situazioni, creando un’atmosfera che farà risvegliare emozioni uniche dentro di noi.

ef – A tale of Melodies è una storia di volontà, che si riallaccia alla prima stagione, con il tema dei sogni che vanno seguiti con passione, e che per seguirli ci vuole volontà, ma non è detto che sia una strada facile e poco dolorosa perché la vita stessa è piena di avversità, di momenti tristi e momenti felici.
Viene aggiunto anche il tema delle maschere, di come ogni persona indossi una maschera per nascondere i veri sentimenti agli altri, e a volte anche a sé stessi.
Ad esempio uno dei personaggi, a cui resta poco da vivere, fa finta di attendere la fine intrepidamente – per togliersi il peso della vita di dosso – quando in realtà è spaventato, e finché la morte non bussa alla sua porta non si rende conto che è inutile sprecare gli ultimi momenti da solo, fuggendo dagli altri, ma che deve passarli con le persone che si hanno più a cuore.

“Quando pensi ai sentimenti altrui e biasimi te stesso, in realtà non fai solo soffrire di più l’altra persona.”

C’è ancora molto di cui parlare, ma per evitare spoiler è meglio non dilungarsi troppo. È un anime che fa riflettere molto, e visto nel periodo giusto può dare la spinta necessaria a cambiare le cose.

È un dramma romantico perfetto, e per quanto vogliate cercarne uno migliore, difficilmente lo troverete.

“Riesci a sentirla? È la melodia della verità.”

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