Manuale di Ricette Vegan – The China Study

verdure

Foto: Vegetables

L’alimentazione è una cosa seria. Da poco più di un anno ho iniziato a fare attenzione a quello che mangio, prima non lo facevo e dopo 30 anni di alimentazione pessima, alle soglie della spazzatura, il mio apparato gastro-intestinale aveva iniziato a “lamentarsi“.

Premetto che sto seguendo un regime alimentare tendenzialmente vegano-crudista, nel senso che mangio quasi soltanto alimenti di origine vetale il più genuini e naturali possibile (non sono uno di quelli che si ingozza di tofu o budino di soia). Non sono un fanatico nel senso che non disdegno una volta alla settimana (o meno) qualche latticino o un uovo ruspante e molto più raramente (2-3 volte l’anno) una bistecca da allevamento al pascolo. Ho del tutto eliminato gli zuccheri raffinati, i dolcificanti industriali e ridotto drasticamente le farine bianche, sostituendole (limitando la quantità di pane e pasta) con quelle integrali biologiche.

Non vi annoierò oltre con le mie vicissitudini personali ma vi illustrerò un’opportunità. La mia curiosità, e la conseguente presa di coscienza in questo campo, è iniziata quando mi sono imbattuto per caso nel documentario “Un equilibrio delicato” (disponibile liberamente su YouTube) che illustra l’impatto delle proteine animali sul nostro organismo. Ho continuato poi la ricerca in questo senso con libri come The China Study e seguo con interesse il blog di Valdo Vaccaro.

Voglio soffermarmi solo un attimo su The China Study. Si tratta di un testo monumentale che sta sollevando un vero polverone intorno alla medicina convenzionale in tutto il mondo. Il più importante studio epidemiologico mai realizzato, durato 27 anni e realizzato in collaborazione con varie università.

La ricerca è stata condotta dal famoso scienziato americano T. Colin Campbell, assieme al figlio Thomas M. Campbell II. Questi hanno studiato la relazione fra dieta e malattia, giungendo a conclusioni davvero sorprendenti. In particolare hanno esaminato la relazione tra cibo e malattie cardiovascolari, cancro e diabete e la possibilità di ridurre il rischio di contrarre queste patologie o arrestare e invertire un loro sviluppo in corso attraverso l’alimentazione (fonte Wikipedia).

La mia non vuole essere assolutamente una presa di posizione drastica, ognuno è libero di mangiare come e dove vuole. Inoltre le ricerche scientifiche in questo campo affermano tutto ed il contrario di tutto quindi per decidere chi dice il vero l’unico modo è fidarsi del proprio intuito e fare quello che si sente giusto. Non ho nessuna intenzione di convincere qualcuno a diventare vegano, questa scelta deve essere presa coscientemente e con convinzione.

Fatto sta che “siamo ciò che mangiamo” ed è quindi nostro dovere prendersi cura della nostra alimentazione a prescindere dalla scelta vegetariana.

Non vi nascondo che la dieta vegetariana/vegana richiede maggiore attenzione rispetto ad altre, perché è irragionevole andare avanti a lattuga e fagioli o peggio ad alimenti industriali a base di soia (magari OGM). La scelta ideale è variare, scegliere cibi biologici e possibilimente a “Km 0“, mangiare tanta frutta di stagione, verdure cotte e crude, legumi, solonacee (patate, melanzane, pomodori, peperoncini, peperoni, bacche di Goji). L’importante però è sfatare una credenza sbagliata sull’alimentazione vegan, non è vero che c’è poca scelta! E quanto sono colorati i piatti!

Nonostante abbia parecchia fantasia in cucina e sia propenso ad “esperimenti” e “accostamenti coraggiosi” di ingredienti, a volte devo ricorrere ad un manuale di ricette vegan (anche se poi non seguo mai una ricetta così com’è scritta), anche solo per capire come variare ma soprattutto per scoprire nuovi ingredienti ed imparando a combinarli fra loro. Nonostante sia un campo ancora relativamente di nicchia esistono diverse pubblicazioni interessanti, in particolare però vorrei consigliarvi il volume correlato a The China Study. Il ricettario, scritto da Leanna Campbell, figlia del dr. Campbell, infatti raccoglie numerose ricette basate sullo studio citato sopra.

Chiudo consigliando a tutti di fare attenzione (informatevi e documentatevi!) a quello che mangiate ma allo stesso tempo vi auguro “buona alimentazione“, anche in cucina c’è bisogno di fantasia e di un tocco artistico!.

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